Ambulatorio multidisciplinare condiviso per la gestione del paziente affetto da epatocarcinoma
Corpo centrale del complesso ospedaliero
Piano terra, DH ONCOLOGICO
E-mail: ambulatorio.epatogastro@
Presentazione generale
Ambulatorio multidisciplinare attivo nell’ambito del percorso diagnostico-terapeutico-assistenziale dei tumori
Il Punto EpatoCarcinoma è un ambulatorio multidisciplinare condiviso dedicato alla presa in carico e alla gestione dei pazienti affetti da epatocarcinoma.
Il servizio rappresenta un modello assistenziale innovativo che garantisce una valutazione condivisa e un percorso diagnostico-terapeutico integrato.
A chi si rivolge
Il servizio è rivolto a pazienti con diagnosi di epatocarcinoma o con sospetta lesione focale epatica, seguiti presso l’Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni o inviati da altre strutture sanitarie.
Come funziona il servizio
L’ambulatorio è attivo una volta a settimana presso gli ambulatori del reparto di epatogastroenterologia.
Sono previste:
- due sedute mensili per le prime visite;
- due sedute mensili per le visite di controllo, a settimane alterne.
Durante ogni appuntamento sono presenti contemporaneamente tutti i medici specialisti del team.
Calendari e orari sono comunicati al CUP.
Il team multidiciplinare
Il paziente è seguito da un’équipe composta da più specialisti che collaborano in modo coordinato:
- Epatologo (referente del team): Coordina il percorso diagnostico-terapeutico, gestisce il follow-up, i rapporti con il centro trapianti e il percorso ospedaliero per terapie locoregionali e trapianto.
- Oncologo: Definisce le indicazioni per la terapia sistemica e le cure palliative ed eventuali studi clinici.
- Chirurgo: Valuta l’indicazione alla resezione epatica ed è responsabile del percorso chirurgico.
- Radiologo: Cura la valutazione radiologica, la stadiazione della malattia e propone procedure diagnostiche e terapeutiche, inclusi i trattamenti radioterapici e le procedure correlate alla medicina nucleare.
Data l’elevata eterogeneità della malattia, il team definisce un piano terapeutico personalizzato, tenendo conto di:
- condizioni cliniche del paziente;
- patologie pregresse e comorbidità;
- caratteristiche del fegato e del tumore;
- riserva funzionale epatica;
- velocità di progressione della malattia;
- linee guida nazionali e internazionali.
Documentazione clinica
A ogni visita viene redatta una cartella ambulatoriale, aggiornata nel tempo, che include:
- dati anagrafici;
- anamnesi clinica e farmacologica;
- valutazione dell’epatopatia di base;
- stadiazione della neoplasia;
- piano di cura personalizzato.
Modalità di accesso
L’accesso all’ambulatorio può avvenire tramite:
- indicazione dei medici del team multidisciplinare, con prenotazione interna tramite CUP;
- segnalazione da parte di altri medici dell’Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni;
- invio dal territorio, da altre Aziende ospedaliere o sanitarie.
La visita deve essere richiesta tramite ricetta dematerializzata, che deve riportare la dicitura: “Visita oncologica multidisciplinare – primo accesso“.
Il carcinoma epatocellulare (HCC)
Il carcinoma epatocellulare (HCC) è il tumore primitivo del fegato più frequente ed è un rilevante problema di sanità pubblica.
In Italia si registrano circa 13.000 nuovi casi ogni anno, il dato più alto in Europa.
L’HCC rientra tra le prime cinque cause di morte per neoplasia e rappresenta la terza causa di morte oncologica nella fascia di età compresa tra i 50 e i 70 anni.
Nonostante i progressi nella diagnosi e nelle cure, i tassi di sopravvivenza restano bassi:
- circa 20% a 5 anni;
- circa 10% a 10 anni.
Il rapporto tra incidenza e mortalità rimane ancora molto elevato.
Diagnosi precoce e sorveglianza
Nella maggior parte dei casi, l’HCC si sviluppa in pazienti con cirrosi epatica.
Per questo motivo, le linee guida prevedono un programma di sorveglianza ecografica semestrale per tutti i pazienti cirrotici.
Nella pratica clinica, tuttavia, solo circa il 60% dei casi viene diagnosticato nell’ambito della sorveglianza programmata. Questo limita la possibilità di intervenire in fase precoce.
Cambiamenti nell’epidemiologia della malattia
Negli ultimi anni si è osservato un cambiamento significativo nelle cause dell’HCC.
In passato, le principali cause di danno epatico erano le infezioni virali da HBV e HCV. Grazie alle terapie antivirali, queste forme sono oggi più controllate.
Attualmente, le cause più frequenti sono:
- danno epatico da alcol;
- danno epatico metabolico.
In questi casi, i pazienti sono spesso sottoposti a sorveglianza con minore regolarità, con il rischio di una diagnosi in fase più avanzata della malattia.
Evoluzione delle terapie
Negli ultimi anni sono stati introdotti importanti miglioramenti nella gestione dell’HCC, tra cui:
- tecniche chirurgiche più avanzate;
- terapie locoregionali più efficaci;
- nuovi farmaci chemioterapici e immunoterapici.
Queste innovazioni consentono oggi di utilizzare le diverse opzioni terapeutiche in modo sequenziale e integrato, con l’obiettivo di:
- ottenere la radicalità oncologica;
- accompagnare il paziente al trapianto di fegato, quando indicato, eliminando sia il tumore sia la patologia epatica di base.


Condividi