Sono 268 le procedure di chirurgia robotica eseguite all’Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni nei primi sei mesi del 2026, con un incremento di 92 interventi rispetto allo stesso periodo del 2025. Un risultato che testimonia la crescita del programma robotico aziendale non soltanto in termini di volumi, ma anche di multidisciplinarietà e capacità di utilizzo della tecnologia.
Il dato assume particolare rilievo se analizzato nel corretto perimetro di confronto: sulla base del benchmarking relativo ai centri ospedalieri italiani che utilizzano tecnologia da Vinci e dispongono di una singola piattaforma, l’attività dell’Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni si colloca tra le performance dei primi dieci centri. Il confronto riguarda esclusivamente strutture che utilizzano la medesima tecnologia e la stessa configurazione di singola piattaforma e non rappresenta pertanto una graduatoria generale tra tutti gli ospedali italiani che svolgono chirurgia robotica. Il report considera in Italia oltre 190 centri da Vinci, dei quali oltre 140 con singola piattaforma.
La crescita interessa in particolare le tre principali aree specialistiche del programma. Nel primo semestre 2026 sono state effettuate 114 procedure di Urologia, 104 di Chirurgia Generale e 50 di Ginecologia, alle quali si aggiungono procedure in ulteriori ambiti specialistici. Nel primo semestre 2025, nelle tre specialità principali, erano state rispettivamente 86, 49 e 41.
La tecnologia robotica viene oggi impiegata per affrontare una casistica ampia e, in alcuni ambiti, di elevata complessità. In Chirurgia Generale il programma comprende, tra gli altri, resezioni del colon e del retto, chirurgia dell’ernia iatale, gastrectomie,chirurgia epatica e pancreatica. A queste si affianca la consolidata attività robotica urologica e ginecologica, che contribuisce in maniera sostanziale ai volumi complessivi e alla vocazione multidisciplinare della piattaforma.
La crescita della chirurgia robotica rafforza inoltre la capacità attrattiva dell’Azienda Ospedaliera di Terni, contribuendo alla strategia regionale volta a contenere la mobilità passiva e a offrire ai cittadini umbri risposte chirurgiche ad alta specializzazione all’interno del proprio territorio.
La diffusione della chirurgia robotica rappresenta un vantaggio concreto anche per i pazienti umbri. Grazie a questa metodica è infatti possibile eseguire molti interventi attraverso incisioni di dimensioni ridotte, con una maggiore precisione dei movimenti chirurgici e una visione tridimensionale ad alta definizione del campo operatorio. In numerosi casi ciò si traduce in una minore perdita di sangue, meno dolore post-operatorio, una riduzione delle complicanze, degenze più brevi e un recupero più rapido rispetto alla chirurgia tradizionale a cielo aperto.
L’incremento dell’attività è stato accompagnato da un utilizzo particolarmente elevato della piattaforma. Nei primi due trimestri del 2026 il tasso di utilizzo nei giorni feriali ha raggiunto rispettivamente il 94% e il 98%, con un miglioramento di 2 punti percentuali rispetto al primo trimestre 2025 e di 12 punti rispetto al secondo trimestre 2025. Anche l’andamento trimestrale evidenzia la progressione del programma: 122 procedure nel primo trimestre e 146 nel secondo, rispetto alle 86 e 90 registrate nei corrispondenti trimestri del 2025.
Risultati che non derivano semplicemente da un maggiore utilizzo della tecnologia, ma sono il frutto di una precisa scelta organizzativa della Direzione Aziendale, che ha puntato sullo sviluppo della chirurgia robotica attraverso una pianificazione preventiva dell’attività, l’organizzazione della programmazione chirurgica e il monitoraggio sistematico delle performance.
Il modello adottato prevede infatti la definizione preventiva dei volumi di attività e dei relativi costi su base annuale, affiancata da un controllo continuo dell’andamento effettivo. Nei primi sei mesi dell’anno, l’attività e i costi risultano coerenti con le previsioni formulate in sede di programmazione.
Il monitoraggio non riguarda esclusivamente il numero degli interventi, ma comprende i principali indicatori di efficienza del blocco operatorio: saturazione della piattaforma, orari di avvio e conclusione delle sedute, turnover tra gli interventi, numero di procedure per giornata e utilizzo dei dispositivi robotici. Lo stesso monitoraggio dei consumi consente di intervenire sulla gestione e sull’ottimizzazione delle scorte dei dispositivi dedicati.
È un approccio che lega quindi programmazione clinica, organizzazione delle sale operatorie e sostenibilità economica, con l’obiettivo di utilizzare una tecnologia ad elevato valore aggiunto nel modo più appropriato ed efficiente possibile. Accanto all’attività clinica, un elemento qualificante del programma è rappresentato dalla formazione. L’Azienda Ospedaliera Santa Maria dispone del simulatore SimNow e della doppia console, strumenti che consentono di strutturare percorsi progressivi di training sulla chirurgia robotica. Il simulatore permette ai professionisti di esercitarsi sulla stessa console chirurgica utilizzata durante gli interventi, sviluppando competenze tecniche attraverso esercizi di difficoltà crescente e moduli dedicati anche a specifiche procedure. Il percorso formativo può inoltre essere supportato da metriche oggettive delle performance, utili a monitorare la progressione delle abilità e a indirizzare in maniera personalizzata le successive fasi dell’addestramento.
La simulazione si integra con la doppia console, che consente l’affiancamento progressivo del chirurgo durante il percorso di acquisizione delle competenze. In questo modo formazione simulata e attività in sala operatoria diventano parti di un percorso strutturato di crescita professionale. L’investimento sulla formazione risponde alla stessa strategia che ha guidato l’incremento dell’attività clinica: far crescere tecnologia, competenze professionali e organizzazione in maniera coordinata, affinché l’aumento dei volumi sia accompagnato da appropriatezza, qualità e sostenibilità.
Il programma non si ferma ai risultati raggiunti. È infatti in corso il percorso formativo finalizzato all’introduzione della chirurgia robotica anche negli interventi di tiroidectomia, ampliando ulteriormente gli ambiti specialistici nei quali la piattaforma potrà essere utilizzata.
“I risultati dei primi sei mesi del 2026 dimostrano come l’innovazione tecnologica produca pienamente valore quando viene inserita all’interno di una programmazione strutturata – sottolinea il direttore generale, Andrea Casciari –. L’obiettivo non è semplicemente aumentare il numero degli interventi robotici, ma governarne lo sviluppo attraverso la programmazione dell’attività, il monitoraggio delle performance, la valutazione dei costi e, soprattutto, l’investimento continuo sulle competenze dei professionisti. È questa integrazione tra tecnologia, organizzazione e formazione che consente di rendere sostenibile nel tempo la crescita della chirurgia robotica”.


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