S.S. Endoscopia Digestiva

Responsabile: Dottor Anselmo Della Spoletina

 

Cenni storici e punti di forza

  • Inizia la sua attività nel 1977 in area chirurgica. Sin dall’inizio con vocazione di servizio di II livello ad alta specialità.
  • Dal 1980 inizia reperibilità per urgenze 24 ore su 24 notturna e festiva.
  • Dal 1985 al 1990 amplia la sua attività di diagnostica gastroenterologia con l’apertura dell’ambulatorio di fisiopatologia digestiva (ecografia – manometria esofago e retto – pH-metria esofagea - ecoendoscopia).
  • Nel 1987 si passa all’utilizzo esclusivo della tecnologia elettronica di videoendoscopia (primi in Umbria e tra i primi in Italia).
  • Dal 1994 si utilizzano software gestionali, costantemente aggiornati, di tutte le varie attività del Servizio.
  • Dal 1997 si utilizza innovativo sistema di sterilizzazione (non alta disinfezione) degli strumenti.

 

Collocazione

  • Due sale per esami endoscopici al Pronto Soccorso con accesso esterno per i pazienti ambulatoriali ed interno per i ricoverati.
  • Sala di ecografia, ecoendoscopia, diagnostica funzionale ed ambulatorio medico al I piano.
  • Segreteria al I piano.

 

Modalità di accesso, orari e numeri telefonici utili

  • Il servizio eroga prestazioni dal Lunedì al Sabato dalle ore 8 alle ore 20 con reperibilità per urgenze notturna e festiva.
  • Gli appuntamenti vengono erogati direttamente da sportello CUP per gli esami diagnostici di base e presso la segreteria da personale tecnico in grado di dare informazioni, consigli e raccomandazioni sulla preparazioni agli esami. Per le prestazioni di secondo livello.
  • La risposta (referto) dell’esame verrà consegnata immediatamente al paziente. Nel caso siano state effettuate biopsie o polipectomie il referto istologico dovrà essere ritirato successivamente, in quanto occorre tempo per la preparazione e lettura dei campioni prelevati. Il risultato istologico sarà disponibile circa 10 giorni dopo e potrà essere ritirato presso l’Ufficio Consegna Referti.
  • La Segreteria è aperta per appuntamenti dal Lunedì al Venerdì dalle ore 11 alle ore 12 (direttamente allo sportello) e dalle 12 alle 13 (al telefono) – tel. 0744/205014.

 

Capo Sala Marina Terribili

Equipe Medici

  • Dr. Vladimiro Nicolao Resp. Fisiopatologia ed Ecografie App. Digerente
  • Dr. Lando Terribili Resp. Endoscopia Operativa
  • Dr. Gabriele Marinozzi Resp. Malattie del Piccolo Intestino
  • Dr. Fabrizio Taborchi Resp. Diagnostica endoscopica App. Digerente

 

Descrizione sintetica attività con particolare riguardo alle attività di II livello

 
 
 

L’attività 2012 sarà di circa 9.000 esami di cui circa 1.300 di chirurgia

endoscopica (asportazione polipi – asportazione calcoli vie biliari – dilatazione stenosi – trattamenti Laser – apposizione protesi per alimentazione – trattamento emorragie digestive ed altre urgenze varie). Un cenno particolare merita l’attività superspecialistica di ecoendoscopia per lo studio dei tumori in fase pre e post-operatoria.

 

Gli esami comunemente più richiesti sono:

 

Gastroscopia: è un esame visivo di esofago, stomaco e duodeno, eseguito passando un sottile e flessibile telescopio (gastroscopio) attraverso la bocca. Il medico potrà evidenziare qualsiasi anormalità presente. Se necessario, durante l’indagine potranno essere prelevati, in modo assolutamente indolore, piccoli campioni di tessuto (biopsie) per un esame laboratoristico dettagliato. Tramite il gastroscopio possono essere effettuati alcuni trattamenti terapeutici, per esempio: la dilatazione di aree ristrette (stenosi) dell’esofago, stomaco o duodeno, asportazione di polipi e di oggetti ingeriti, trattamento di vasi sanguinanti o di ulcere sanguinanti.

 

Colonscopia:è un esame visivo di colon (intestino crasso), eseguito passando un lungo tubo flessibile (colonscopio), del diametro di circa un dito, attraverso l’ano. Il medico potrà evidenziare qualsiasi anormalità presente. Se necessario, durante l’indagine potranno essere prelevati, in modo assolutamente indolore, piccoli campioni di tessuto (biopsie) per un esame laboratoristico dettagliato. Tramite il colonscopio possono essere effettuati alcuni trattamenti terapeutici, per esempio: la dilatazione di aree ristrette (stenosi) del colon, asportazione di polipi, ecc..L’asportazione dei polipi è indolore; la loro rimozione è molto importante perché i polipi si possono trasformare in cancri.

 

ERCP: La colangio-pancreatografia retrograda perendoscopica (o ERCP) è una procedura utilizzata nella diagnosi e nella cura di alcune malattie dei dotti biliari, della cistifellea e del pancreas (i dotti biliari sono piccoli canali che portano la bile e la secrezione del pancreas nell’intestino per i processi digestivi).

 

 

 

PEG e BIB

Tra le attività svolte del Servizio di Endoscopia Digestiva, un ruolo determinante riveste il posizionamento mediante tecnica endoscopica della Gastrostomia Percutanea Endoscopica (PEG) un dispositivo per collegare la cavità gastrica con l’ esterno, mediante un tubicino di 5 -7 mm di diametro, per permettere l’ immissione di cibi e liquidi (nutrizione enterale) e di farmaci, in soggetti che hanno difficoltà/impedimento a deglutire. La tecnica è universalmente riconosciuta come metodo più semplice ed efficace, in alternativa al sondino naso-gastrico, per pazienti impossibilitati ad alimentarsi o che non riescono ad ingerire una quantità sufficiente di alimenti per via naturale per un periodo superiore a 30 giorni per varie cause come patologie neoplastiche, neurologiche acute o croniche, accidenti cerebrovascolari o stati di grave denutrizione. La selezione dei paziente passa sempre attraverso l’ informazione ed il consenso dei familiari per il soggetti inabili ad esprimere un consenso informato. La procedura operativa endoscopica è eseguita con supporto anestesiologico, impiegando uno strumento tubulare flessibile, il gastroscopio. Dopo una preventiva indagine esplorativa diagnostica, con lo scopo di accertare la fattibilità dell’ impianto della PEG, lo stomaco viene disteso con aria, facendolo aderire alla parete addominale. Successivamente attraverso una piccola incisione cutanea, viene inserito il tubicino della PEG. La percentuale di successo nel posizionamento della PEG in pazienti selezionati è superiore al 90 %, e la durata della procedura, eseguita in regime di Day Hospital o con breve ricovero di 1 – 2 giorni, è di circa 15 – 20 minuti. La permanenza in sede della PEG è di circa 1 anno, ma varia in base al materiale utilizzato ed alla manutenzione. La sostituzione della PEG di primo impianto, generalmente viene effettuata mediante analogo dispositivo, generalmente senza ricorrere all’ esame endoscopico. La dimissione del paziente dall’ Ospedale dopo l’ impianto in del dispositivo PEG e l’ inizio della nutrizione enterale, prevede la collaborazione tra operatori sanitari, familiari e personale di assistenza e cura territoriale, ai quali viene consegnato alla dimissione un’ informativa sulla gestione domiciliare della PEG.

Una procedura svolta da pochi centri di Endoscopia Digestiva è il posizionamento del Bioenteric Intragastric Ballon (BIB), dispositivo in silicone, posizionato per via endoscopica all’ interno dello stomaco e successivamente riempito con circa ½ litro di soluzione fisiologica e blu di metilene, sino a raggiungere una forma sferica di circa 8 cm di diametro. La valvola radiopaca autosigillante del BIB, funge anche da marker per le verifiche radiologiche. La durata della procedura è di circa 20 minuti, mentre la permanenza del paziente in Ospedale prevede una breve degenza. La procedura di posizionamento e rimozione del BIB è sempre supportata da assistenza anestesiologica. Il meccanismo di azione del dispositivo BIB è quello di permette al paziente di seguire un regime alimentare ipocalorico grazie ad un rallentamento dello svuotamento gastrico e alla stimolazione di specifici recettori gastrici che intervengono sul centro della sazietà posti a livello cerebrale, dando un precoce e duraturo senso di pienezza. Il BIB rimane nello stomaco circa 6 mesi, trascorsi i quali, viene rimosso sempre mediante tecnica endoscopica impiegando il gastroscopio. Ogni paziente dovrà sottoporsi a controlli periodici durante l’ intero periodo di trattamento per individuare tempestivamente eventuali complicanze. Il calo ponderale medio ottenuto nei 6 mesi di mantenimento del pallone è di circa 15 – 20 Kg. Per questo il BIB rappresenta una tecnica temporanea (bridge) per il trattamento dell’ obesità patologica o delle sue complicanze, per la riduzione del rischio operatorio nei pazienti candidati alla chirurgia bariatrica e verificarne la compliance ad un eventuale intervento restrittivo. La selezione dei candidati al posizionamento del BIB si avvale durante tutto il percorso decisionale e di gestione clinica, della collaborazione di team multidisciplinare specialistico. Lo spazio del trattamento con BIB appare pertanto quello di una metodica complementare, nel contesto di un Centro integrato di trattamento dell’ obesità a supporto della terapia dietetica, psicologica, comportamentale e chirurgica

 

L'Ecografia Endoscopica (EUS)

è una metodica mini-invasiva che unisce in sé i vantaggi dell'ecografia e dell'endoscopia: l'ecoendoscopio, è infatti costituito da un endoscopio flessibile, alla cui estremità è posta una sonda ecografica ad alta frequenza.

Le indicazioni principali all'esecuzione dell'ecoendoscopia nascono dunque sia dalla possibilità di visualizzare in dettaglio la parete del tratto gastroenterico, sia dalla capacità di evidenziare lesioni extra-luminali o delle strutture circostanti.

Le principali indicazioni diagnostiche alla EUS sono le seguenti:

  • stadiazione delle neoplasie della parete del tubo digerente;
  • diagnosi differenziale delle lesioni sottomucose;
  • diagnosi e stadiazione delle neoformazioni bilio-pancreatiche;
  • diagnosi della coledocolitiasi;
  • studio delle linfoadenomegalie e delle masse mediastiniche e addominali di n.d.d.

Si possono effettuare anche agoaspirati per esami cito-istologici e quindi fare una diagnosi di natura della lesione.

 

L’Ecografia Endoanale

Sprovvista della visione endoscopica, è metodica che, secondo le linee guida internazionali gastroenterologiche e chirurgiche, permette la diagnosi più appropriata per le patologie del canale anale, sia benigne (ascessi, fistole, lesioni degli sfinteri con incontinenza fecale, ecc.) che maligne come il carcinoma squamoso, e del follow-up delle varie patologie dopo trattamento.

 

L’Impedenzometria Esofagea multicanale (IEM)

è un nuovo strumento per l’indagine della funzionalità esofagea nelle malattie motorie esofagee e nella malattia da reflusso.

Il catetere di pH-impedenza più comunemente usato ha 6 segmenti che misurano l’impedenza lungo l'intera estensione dell'esofago ed un sensore di pH. La presenza di tale elettrodo di pH ha la funzione di differenziare i reflussi liquidi in acidi e non acidi. Infatti tale esame ci consente di valutare reflussi gastroesofagei acidi, acido-basici e basici, e l’estensione prossimale di questi; inoltre ci consente di mettere in relazione un reflusso patologico con un sintomo segnalato dal paziente.

Il reflusso gastroesofageo è definito come il retropassaggio di materiale gastrico in esofago. Entro certi limiti, tale fenomeno è considerato fisiologico. Un aumento della frequenza, quantità e durata di questo reflusso è generalmente associato con sintomi, o meno frequentemente, con lesioni anatomiche e ciò genera la condizione di malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE). La prevalenza di tale disordine è alta nel mondo occidentale, in cui il sintomo più frequente (pirosi retrosternale) può colpire il 20-40% della popolazione generale almeno una volta al mese.

 

La Manometria

è una tecnica diagnostica per lo studio di una patologia motoria dell’apparato digerente, sia superiore che inferiore.

La manometria esofagea è utilizzata per lo studio dei pazienti con difficoltà a deglutire per causa funzionale esofagea (acalasia, spasmo esofageo diffuso ecc.) o per causa neurologica o per esiti di interventi chirurgici a livello ORL; con dolore toracico retrosternale; con malattie sistemiche del collagene tipo sclerodermia per evidenziare un interessamento dell’esofago; e prima di un intervento chirurgico per malattia da reflusso gastroesofageo. La manometria anorettale è utilizzata per lo studio dei paziente con stipsi, diarrea e/o incontinenza, valutazione preoperatoria, per avviare il paziente a biofeedback sensoriale e motorio anorettale, e in caso di danni anorettali su base neurologica.

 

Malattie del Piccolo Intestino

Presso la SC di endoscopia digestiva è attiva una sezione dedicata allo studio delle patologie del piccolo intestino. Tale valutazione viene effettuata a seconda della patologia con metodiche di studio dirette (endoscopiche) od indirette volte allo studio delle intolleranze alimentari (Test del respiro – Breath Test).

Il piccolo intestino od intestino tenue è quella parte del tratto digerente compresa tra lo stomaco ed il colon (grosso intestino). Tale tratto digestivo, ha una lunghezza variabile compresa tra i 3 ed i 6 metri ed interviene in importanti processi digestivi, come ad es. l’assorbimento dei nutrienti.

Recentemente la struttura, grazie ad uno sforzo economico aziendale, si è arricchita di una nuova metodica, unica in Umbria ed una delle poche nel centro Italia, che permette sia la diagnosi "diretta” che il trattamento delle patologie del tenue.

Tale metodica definita "Videoenteroscopia con Doppio pallone”, permette di esplorare ciò che non è esplorabile con le comuni tecniche endoscopiche, quali la gastroscopia e la colonscopia. Consente di visualizzare l’intestino tenue, di effettuare biopsie, ma soprattutto di eseguire degli interventi, quali l’asportazione di polipi, la dilatazione di restringimenti, il trattamento dei sanguinamenti, la rimozione di corpi estranei, il posizionamento di endoprotesi, ecc., altrimenti di competenza chirurgia.

Questo studio viene effettuato tramite un endoscopio flessibile che scivola all’interno di un tubo di plastica morbida di calibro maggiore (overtube), all’apice dei quali è presente un pallone che vengono alternativamente gonfiati e sgonfiati per far avanzare così l’endoscopio, in modo da raccogliere il piccolo intestino sullo strumento stesso e percorrere il tenue anche in toto. L'esame, viene condotto sia per via orale che per via anale, a seconda dell’approccio richiesto dalla lesione da trattare.

Pur se apparentemente di facile esecuzione, tale metodica è complessa e delicata e viene condotta sotto controllo radiologico, in sedazione profonda con assistenza anestesiologica, richiedendo perciò il regime di ricovero ospedaliero o di Day Surgery.

Presso la nostra SC vengono inoltre vengono studiate e gestite le intolleranze ed i malassorbimenti alimentari

Il malassorbimento intestinale è una sindrome caratterizzata da un incompleto assorbimento di nutrienti; può essere generalizzato, parziale o selettivo e può essere secondario a patologie del tenue, del pancreas o epatobiliari. Lo studio di tali patologie parte da un corretto inquadramento clinico, seguito da test non invasivi, per valutare l’eventuale necessità di procedure invasive.

Il malassorbimento può essere sospettato in presenza di sintomi intestinali (diarrea cronica e steatorrea) e di sintomi secondari a deficit nutritivi (anemia, osteoporosi, neuropatie, manifestazioni cutanee, stanchezza).

Forme più gravi di malassorbimento generalizzato sono il più delle volte secondarie a patologie di origine pancreatica, mentre nei malassorbimenti parziali i deficit nutrizionali dipendono da un danno a carico del tenue.

Tra i malassorbimenti da danno a carico del tenue da noi studiati, ricordiamo la celiachia, malassorbimento di lattosio, di fruttosio ecc. discorso a parte verrà fatto per la celiachia.

Al fine di una corretta diagnosi preso il nostro centro vengono effettuati H2-BREATH TEST o Test del respiro AGGIUNGERE IMMAGINI QUINTRON

Gli H2-Breath test rappresentano il metodo di riferimento, semplice, veloce e non invasivo per indagare le capacità digestive di un soggetto nei confronti di alcuni componenti della nostra dieta, la cui cattiva digestione è causa di disturbi addominali spesso di difficile riconoscimento. Vengono anche utilizzati per indagare l’eventuale presenza di una crescita batterica intestinale anomala e lo studio del tempo di transito intestinale. Tali tests vengono eseguiti dopo un breve periodo di digiuno (tipicamente 8-12 ore) mediante l’assunzione di un bicchiere d’acqua contenente una dose prestabilita ad es. dello zucchero da indagare. Non viene somministrato alcun farmaco, ma solo precise dosi di sostanze introdotte quotidianamente con la dieta. Si farà soffiare quindi all’interno di speciali raccoglitori ("palloncini”) prima e dopo l’assunzione del substrato da studiare, quindi l’aria espirata verrà analizzata da una apparecchiatura dedicata che ne valuterà la composizione, espressione della eventuale inadeguata digestione dell’alimento. Anche soggetti diabetici possono eseguire il test, pur tenendo particolari accortezze, necessarie per alcuni esami in cui è previsto l’uso del glucosio.

Altro esempio di importanza dell’utilizzo di tale metodica è data dalla possibilità di diagnosi della SIBO (sindrome da sovracrescita batterica) dove i batteri dal colon passano nel piccolo intestino e iniziano a colonizzarlo. Studi hanno indicato che potenzialmente fino all’80 % dei pazienti con sindrome dell’intestino irritabile, può essere affetto da SIBO.

 

CELIACHIA

Come anticipato, discorso a parte per la celiachia, data l’elevata prevalenza nella popolazione generale (circa l’1%), essa rappresenta una delle principali cause di malassorbimento.

All’ultima relazione annuale al Parlamento sulla celiachia, la SC di endoscopia digestiva, inoltre è confermata come presidio accreditato per la prevenzione, la sorveglianza, la diagnosi e la terapia delle malattie rare, al fine di tutelarne i soggetti affetti e garantire loro l’esenzione delle spese per le relative prestazioni sanitarie. Tra le malattie rare ricordiamo la celiachia. Come recita la relazione al parlamento: tali strutture, sono individuate sulla base dell’esperienza diagnostica e terapeutica nonché sulla base delle dotazioni strutturali e di supporto, offrono il servizio di diagnosi e terapia mediante l'adozione di specifici protocolli concordati e, ciascuna per il bacino territoriale di competenza, gestiscono il flusso informativo ed epidemiologico ai fini del coordinamento della rete.

La nostra struttura è dotata di strumentazione in grado di porre diagnosi di malattia celiaca sia per soggetto adulto quanto per quello in età pediatrica, grazie alla possibilità di effettuare le procedure con endoscopi (gastroscopi) sia standard che pediatrici.

Presso la nostra struttura, è attivo un servizio di Day-Service dedicato alla malattia celiaca dell’adulto, che permette di seguire nel tempo l’evoluzione della malattia stessa o delle possibili complicanze ad essa associate (sia autoimmuni che non).

La malattia celiaca ha un importante impatto sociale, in quanto, la prevalenza nella popolazione adulta, in Italia è dello 0.7-1%, in Umbria nel 2011, erano registrati 1.867 celaici diagnosticati.

Tale patologia risulta in aumento, verosimilmente grazie diffusione dei test sierologici, alla maggiore conoscenza e consapevolezza della malattia da parte dei medici, che permettono diagnosi precoci anche in presenza di forme atipiche o pauci-a-sintomatiche.

Ma che cos’è la malattia celiaca? La malattia celiaca è un’enteropatia autoimmune permanente, scatenata in soggetti geneticamente predisposti dall’ingestione del glutine (frazione proteica presente in alcuni cereali quali grano, segale ed orzo). C’è una predisposizione genetica data dal genotipo DQ2 o DQ8 del sistema di istocompatibilità HLA (Humal Leukocyte Antigen), che è condizione necessaria, ma non sufficiente, per determinare lo sviluppo della malattia. Infatti sono necessari, affinché si sviluppi la malattia, fattori ambientali (non noti).

Come si manifesta?

Le manifestazioni cliniche sono molto varie e vanno dal quadro classico di malassorbimento con diarrea, meteorismo, perdita di peso e carenze nutritive, a sintomi extragastrointestinali (anemia da carenza di ferro, infertilità, poliabortività, debolezza muscolare, formicolii, emorragie, gonfiore alle caviglie, dolori ossei, tendenza alle fratture, alterazioni cutanee, aftosi, epilessia, disturbi psichici), a casi di completa assenza di sintomi, in cui la diagnosi viene posta casualmente in corso di altri accertamenti o in corso di accertamenti legati alla familiarità per celiachia.

Alla celiachia sono inoltre spesso associate malattie autoimmuni, quali il diabete, le malattie della tiroide, l’artrite reumatoide, epatite cronica attiva e la dermatite erpetiforme.

L’estrema variabilità dei sintomi e segni con cui la celiachia si manifesta rende quindi la sua diagnosi spesso difficile, tardive o addirittura sbagliata. Il periodo medio che intercorre tra la presa di consapevolezza dei sintomi e la diagnosi supera i sei anni. Si stima che per ogni celiaco diagnosticato, ce ne siano almeno dieci non consapevoli di esserne affetti.

In caso di sospetta malattia celiaca quale iter diagnostico si deve seguire nell’adulto?

E’ necessario praticare il dosaggio delle immunoglobuline IgA (evita falsi negativi), degli anticorpi specifici Ab-antiTransglutaminasi e Ab-AntiEndomisio (test di conferma) o degli anticorpi di ultima generazione (Ab-antiGliadina Deamidata), in caso di positività dei quali si deve procedere all’accertamento endoscopico per valutare macroscopicamente le caratteristiche della mucosa, ma soprattutto per prelevare dei campioni di mucosa duodenale (e gastrica per escludere diagnosi errate) su cui effettuare l’esame istologico definitivo.

Quale terapia? Al momento l’unica terapia per i soggetti celiaci è la dieta priva di glutine, stretta e continua.

 

Ultime acquisizioni

 

  • Implementazione modulo di prenotazione (non solo richiesta) e consultazione archivio immagini e referti dai reparti.
  • Argon-Plasma Coagulation (Allegato 3)
  • Impedenziometria esofagea (Allegato 4)
  • Ecografia Transrettale (Allegato 5)
  • Enteroscopio Operativo

 

Prospettive e progetti

 

  • Archiviazione immagini resa possibile da adozione sistema endoscopico digitale ultima generazione.
  • Given Diagnostic System (Allegato 2)
Contenuto pubblicato il 21-03-2018