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Il ministro della salute Livia Turco in visita all’azienda ospedaliera di Terni

La delegazione ha visitato il nuovo blocco operatorio, il centro per le cellule staminali, il nuovo bunker che ospita il secondo acceleratore lineare

Il ministro della Salute Livia Turco, accompagnata dal sindaco Paolo Raffaelli, dal vescovo Vincenzo Paglia, dal direttore generale del “Santa Maria” Gianni Giovannini e dal nuovo direttore generale dell’Asl 4 Imolo Fiaschini, ha visitato, lo scorso 13 luglio, alcune strutture di rilevante innovazione tecnologica e organizzativa già realizzate o in corso di ultimazione presso l’ospedale di Terni.
L’incontro ha rappresentato un’occasione importante per presentare il nuovo blocco operatorio, il nuovo laboratorio per le cellule staminali per le neuroscienze e il secondo acceleratore lineare. Il ministro della Salute ha infine incontrato i dipendenti ospedalieri nella sala conferenze del “Santa Maria”.

Nuovo blocco delle sale operatorie

Il progetto di completamento del Dipartimento di Emergenza Urgenza prevede la realizzazione del nuovo blocco operatorio posto al primo piano dell’edificio che attualmente ospita il Pronto Soccorso e la Centrale operativa del 118, oltre alla ristrutturazione di aree poste nell’edificio preesistente da destinare ad attività sanitarie strettamente correlate con il Pronto Soccorso e le nuove sale operatorie.
Questa struttura, che è in fase di completamento (saranno visibili le prime quattro sale sulle undici previste dal progetto), rappresenta, nell’ambito della ristrutturazione del Deu (Dipartimento Emergenza-Urgenza), un elemento di indubbia razionalizzazione e ottimizzazione dei processi assistenziali nell’ambito dell’area chirurgica.
La realizzazione del progetto consentirà all’Azienda ospedaliera di ottenere delle economie, abbattere i tempi di risposta all’utenza, permettere un salto di qualità nelle prestazioni chirurgiche, migliorare e ottimizzare l’organizzazione del personale chirurgico, anestesiologico, infermieristico. Un salto di qualità complessivo, dunque, della risposta sanitaria e assistenziale al cittadino grazie ad 11 nuove sale operatorie, una centrale di sterilizzazione interna e spazi adeguati per contenere tecnologie d’avanguardia.
Oltre alla parte sanitaria vera e propria, sono previste infatti la realizzazione di percorsi verticali con l’installazione di quattro montacarichi ed un montalettighe, la creazione di una struttura in acciaio posta in copertura per l’alloggiamento delle apparecchiature impiantistiche e lavorazioni minori che interessano le strutture precedentemente realizzate a completamento delle stesse.

Più nel dettaglio, il progetto prevede:

A. Piano interrato

  • la realizzazione di spogliatoi del personale a servizio del blocco operatorio.

B. Piano terra

  • l’ampliamento della terapia intensiva;
  • la realizzazione di spogliatoi a servizio della stessa;
  • la realizzazione di locali a supporto;
  • la realizzazione di un reparto per l’osservazione breve collegato al Pronto Soccorso.

C. Piano primo

  • la creazione di un blocco operatorio costituito da n. 11 sale e servizi di supporto. In particolare due sale saranno destinate all’ortopedia, sette alla chirurgia generale e specialistica (di cui due per l’attività libero-professionale), una all’urgenza ed una ai gessi;
  • la realizzazione della centrale di sterilizzazione interna al blocco operatorio;
  • la ristrutturazione di parte dell’edificio esistente a contatto con il nuovo corpo, nel quale trovano collocazione gli spogliatoi dei medici e locali a supporto del blocco operatorio.

D. Piano copertura

  • la realizzazione di un manufatto avente strutture in acciaio per ospitare le apparecchiature impiantistiche.

E. Impianti elevatori

  • l’installazione di n. 4 elevatori posti nei blocchi scale perimetrali al nuovo D.E.U. aventi portata di 900 kg;
  • l’installazione di n. 1 montalettighe avente portata pari a 1.800 kg.

 L’onere complessivo dei lavori e degli arredi necessari per realizzare quanto sopra descritto raggiunge i 9 milioni di euro.

 

Laboratorio cellule staminali

Si parla molto di terapia di sostituzione cellulare (Cell Replacement Therapy) per i possibili sviluppi che promette nell'ambito dell'identificazione di nuove cure per malattie fino ad oggi intrattabili e, spesso, letali. C’è una discussione aperta tra fautori dell'utilizzo di cellule staminali somatiche (definite, anche se impropriamente, adulte) e quelli che sostengono l'uso di cellule staminali embrionali umane, che comportano il sacrificio di embrioni umani. Brevemente, di seguito, sono descritte due vie percorribili, che potrebbero permettere di rispondere a molti sui problemi sollevati dall'attuale situazione.

Malattie neurodegenerative e trapianto di cellule staminali

Contrariamente a quanto si crede comunemente la sperimentazione di possibili terapie di trapianto cellulare per alleviare i sintomi di gravi malattie neurodegenerative quali la sclerosi laterale amiotrofica (SLA), la sclerosi multipla (SM), la corea di Huntinghton, -solo per citarne alcune - è già possibile. In altre parole, non è necessariamente vero che le cellule per i trapianti nel cervello debbano derivare da cellule staminali embrionali umane. Dal 1999, sono state messe a disposizione cellule staminali del cervello umano. Derivate da aborti spontanei, tali cellule possono venire moltiplicate in vitro per anni, cosicché, da un singolo feto, possono essere ottenute cellule sufficienti per il trapianto in migliaia di pazienti.
A Terni, per iniziativa delle Istituzioni pubbliche e con il sostegno di una serie di soggetti sociali e culturali locali e nazionali, si inaugura presso l’Azienda Ospedaliera ‘Santa Maria’ la ‘Banca delle cellule staminali cerebrali’.

Il centro

Con la rapida attuazione dell’atto deliberativo n. 788 del 20.10.04, approvato dalla Giunta Regionale con deliberazione n. 1661 del 3.11.2004, si è realizzato un Centro di ricerca per le Cellule Staminali la cui prima fase di sperimentazione e funzionamento avverrà presso i locali individuati dall’Azienda Ospedaliera all’interno del Presidio Ospedaliero, al terzo piano.
In sintesi si tratta di un Laboratorio dedicato all’estrazione, caratterizzazione, espansione di cellule staminali e loro conservazione criogenica all’interno del Presidio Ospedaliero. Tale iniziativa è correlata al progetto che le Aziende Ospedaliere di Perugia e Terni, insieme alla Facoltà di Medicina e Chirurgia e la Regione dell’Umbria intendono portare avanti per la istituzione di un Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico sulle biotecnologie trapiantologiche ai sensi del DLgs 288/2003.Nell’area ternana il progetto sulle biotecnologie trapiantologiche sarà orientato al settore della neurorigenerazione, mentre nell’area perugina l’interesse prevalente sarà per l’ematologia e la diabetologia.
L’obiettivo ambizioso è quello di dare una risposta terapeutica a quelle malattie degenerative del Sistema Nervoso Centrale che attualmente non hanno speranza di cura.
La parte strutturale del laboratorio è stata realizzata grazie al contributo della Fondazione della Cassa di Risparmio di Terni e Narni per 280 mila euro e per una quota di 60.000 euro grazie al contributo della neonata Fondazione Cellule Staminali e in particolare della Curia Vescovile di Terni.
L’istituto di ricerca, che poggia su una convenzione tra Comune di Terni, Regione dell’Umbria, Azienda ospedaliera ‘Santa Maria’ e privati, gode del sostegno della Fondazione Cellule Staminali, presieduta dal professor Enrico Garaci, Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità; nel Consiglio della Fondazione sono presenti anche il Vescovo di Terni, monsignor Vincenzo Paglia, il Sindaco Paolo Raffaelli, la Camera di Commercio, la Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni.
La ‘Banca delle Cellule Staminali Cerebrali’, diretta dal professor Angelo Vescovi, si occuperà di produrre le cellule staminali cerebrali umane di cui si è detto, in un regime di laboratorio denominato Good Manifacturing Practice (GMP), che soddisfa le più stringenti normative di certificazione al mondo. Le cellule staminali cerebrali umane così prodotte saranno direttamente utilizzabili per la sperimentazione clinica su uomo.
Accordi in tal senso sono già stati raggiunti con la dr.ssa Paola Leone, NIH Philadelphia, che utilizzerà le cellule per il trapianto nella Malattia di Caravan.
E' in fase di definizione, inoltre, il protocollo per la sperimentazione in Italia sul morbo di Tay Sachs (malattia infantile letale) e sulla SLA. Questo approccio rappresenta una risposta concreta alla richiesta di sperimentazione di nuove tecniche basate sull'uso di cellule staminali per le malattie letali nell'uomo ed evitano l'utilizzo di embrioni umani.

Cronoprogramma

Nel corso dell’incontro con il Ministro Livia Turco, il sindaco ha reso note le tappe della realizzazione e dello sviluppo delle attività del Centro.

  • 13 luglio 2006: inaugurazione della Banca Cellule Staminali di Terni e inizio dei controlli della fase di avvio
  • 1 settembre 2006: produzione delle cellule a regime e inizio dello studio sui requisiti per la certificazione di protocolli e di cellule
  • aprile 2007: conclusione dello studio sui requisiti per la certificazione di protocolli e di cellule. Inizio della sperimentazione sulla malattia di Caravan in USA con la collaborazione della dottoressa Paola Leone del National Institute of Health
  • settembre 2007: certificazione di cellule umane presso ISS ed avvio dei protocolli per la sperimentazione clinica sul morbo di Tay Sachs e sulla SLA.
  • Da settembre 2007 in avanti: estensione dell'utilizzo delle cellule staminali cerebrali umane certificate GMP ad altri protocolli clinici per malattie neurodegenerative su richiesta di sperimentatori da tutto il mondo.

Il progetto prevede ulteriori fasi di implementazione con la messa a disposizione di una vasto immobile in via di ristrutturazione a cura dell’Istituto per l’Edilizia Pubblica della Regione dell’Umbria (i lavori, per 9 milioni di euro, sono già stati appaltati).

 

Secondo acceleratore lineare e bunker

Sono stati recentemente ultimati i lavori di realizzazione del bunker e la posa in opera del secondo e nuovo acceleratore lineare, che permetterà di implementare le attività oncologiche della struttura ospedaliera.
I locali e i servizi ad esso connessi si trovano nel livello del secondo piano seminterrato comunicante con la già esistente radioterapia.
Il "Bunker" è una struttura in cemento armato con pareti di spessore che variano da cm 100 a cm 150, nella zona centrale, dove sono più intense le radiazioni. Ovviamente questa parte è separata dal resto dell’edificio-servizi da una porta in piombo, cadmio e paraffina di spessore di circa cm 30.
L’edificio servizi è composto da una sala di aspetto, una sala visite, lo studio del medico responsabile del servizio, lo studio del tecnico radiologo, una camera oscura, una zona dove sono posizionati tutti i comandi dell’acceleratore lineare, gli spogliatoi per il personale, i ripostigli e i servizi igienici per il personale, per i pazienti e per i portatori di handicap.
Una nota di ringraziamento particolare va agli studenti dell’Istituto Statale d’Arte di Terni che hanno prodotto delle opere di abbellimento e umanizzazione della struttura.
Abbattere le liste d’attesa puntando sull’innovazione e l’implementazione tecnologica, migliorare la qualità del servizio, offrire risposte di altissima specializzazione nel campo dell’oncologia sono altrettanti tasselli fondamentali verso la costituzione a Terni del polo oncologico di area vasta secondo quanto indicato nel vigente Piano Sanitario Regionale.

Il costo complessivo della locazione finanziaria per l’acceleratore lineare e per il bunker, avente durata di 8 anni, ammonta ad oltre 2,7 milioni di euro.