“In seguito ai recenti episodi di influenza aviaria, nel territorio regionale umbro sono state attuate tutte le misure di vigilanza e controllo possibili e previste. Inoltre, sono state predisposte le misure di prevenzione da far scattare nel caso malaugurato, attualmente non esistente, di insorgenza di un focolaio”.
La rassicurazione arriva dal Servizio di prevenzione dell'assessorato alla sanità della Regione Umbria, che invita i cittadini a consumare senza alcuna paura i prodotti avicoli.
“In relazione ai recenti episodi di influenza aviaria - riferisce una nota del Servizio - si comunica che nella Regione Umbria è stata data attuazione a quanto previsto dall'ordinanza ministeriale del 26 agosto 2005 e dalle successive modifiche ed integrazioni. In particolare è stato effettuato il censimento delle aziende avicole presenti sul territorio e la loro registrazione nella banca dati nazionale.
I servizi veterinari delle Asl hanno inoltre effettuato sopralluoghi presso le strutture dove sono presenti volatili per la verifica della corretta applicazione della normativa vigente in materia, in particolare per quanto riguarda l'attuazione delle misure di biosicurezza.
Inoltre, sono state impartite prescrizioni ai fini dell'adeguamento strutturale e gestionale in caso di carenze. In accordo con i servizi veterinari delle Asl e con l'istituto zooprofilattico sperimentale dell'Umbria e delle Marche e in seguito alle riunioni con le associazioni agricole di categoria - prosegue la nota - negli allevamenti intensivi delle specie sensibili presenti su tutto il territorio regionale è stato attuato il Piano di monitoraggio per l'influenza aviaria, secondo specifiche prescrizioni impartite alle Asl. Il controllo ha interessato 96 allevamenti intensivi e sei allevamenti free-renge, per un totale di 1296 campioni che hanno dato tutti esito negativo.
Relativamente alla sorveglianza passiva su volatili selvatici rinvenuti morti sono stati controllati tramite test virologici cinquanta animali, di cui 16 appartenevano alla categoria dei selvatici acquatici (anatra selvatica, oca, airone, alzavola, germano, martinpescatore). Anche in questo casi i controlli hanno dato esito negativo.
È stata effettuata un'azione di continua vigilanza e controllo anche negli altri allevamenti industriali che non rientravano nelle indicazioni previste dal Piano. Tutte queste azioni sono state oggetto di esame in riunioni periodiche con i responsabili dei servizi veterinari delle Asl, dell'Istituto zooprofilattico sperimentale dell'Umbria e delle Marche e con le associazioni di categoria.”