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Il reparto di oncologia degenza

Il reparto di Oncologia Degenza è stato attivato nel giugno del 2000 sotto la responsabilità del dr. Franco Buzzi.

I medici che hanno preso parte alla sua fondazione erano in parte oncologi che operavano presso l'esistente servizio di oncologia dalla sua costituzione e in parte internisti con esperienza in cure palliative, mentre la caposala ed il team infermieristico erano alla prima esperienza su pazienti oncologici, ma tutti accumunati dall'entusiasmo e dalla voglia di costruire una struttura nuova, nella quale era possibile portare buone basi affinché tutto fosse fatto nell'interesse del malato.

“Questa condizione - afferma il dr. Buzzi - si è rivelata particolarmente favorevole dal momento che ognuno ha potuto dare il proprio contributo alla crescita del gruppo, sentendo che stava iniziando qualcosa di nuovo ed importante. Da subito è stata avviata l'attività ambulatoriale e di day hospital mentre la collaborazione clinica e la condivisione di intenti con i colleghi di altri reparti, in particolare la radioterapia e le chirurgie, ha permesso la migliore integrazione dei trattamenti, rendendo meno traumatici i passaggi di cura tra un'équipe e l'altra ed ha favorito la crescita professionale degli operatori. La realizzazione di molte attività, anche nella nostra esperienza, è stata possibile grazie al supporto di associazioni di volontariato come la Fondazione Terni x Terni anch'io che ha acquistato gli arredi e l'impianto di climatizzazione, la Lega per la Lotta ai Tumori e la Fondazione Carit che hanno finanziato numerosi progetti di ricerca clinica”.

Questo ha fatto si che in pochi anni l'attività clinica sia cresciuta in modo costante e si sia andata caratterizzando come una realtà dinamica ed in continua evoluzione, con l'intento di gestire la cura dei pazienti oncologici anche nella fase palliativa e sintomatica, cioè nelle fasi ultime e più delicate del loro percorso di malattia.

La continuità di cura

“Si è cercato - prosegue il dr. Buzzi - di garantire una continuità di cura anche in collaborazione con il volontariato e le strutture territoriali, perché è quello che, a nostro avviso deve offrire, ai malati ed i loro familiari, la moderna oncologia medica”.

Il coinvolgimento del reparto in progetti di ricerca innovativi sia sul versante dell'utilizzazione di nuove molecole che in quello della definizione di nuove strategie adiuvanti ha consentito la possibilità, per i pazienti eleggibili per condizioni cliniche, di partecipare a progetti di ricerca nazionali o internazionali, riducendo in tal modo la migrazione verso altri istituti di ricerca, soprattutto per quanto riguarda i settori di cura delle neoplasie polmonari, stomaco, colon- retto, mammella e le cure palliative tra cui il dolore.

“Oltre all'aspetto assistenziale - dichiara il responsabile del reparto di oncologia degenza - significativa è stata l'attività di ricerca clinica, come dimostrano i lavori scientifici pubblicati come coautori in questi 5 anni su riviste internazionali, riguardanti la terapia di supporto, il tumore del colon-retto, il tumore del polmone, il tumore della mammella e gli inviti a partecipare ai princi- Lo staff di Oncologia Degenza pali convegni nazionali come relatori.“

Nuove iniziative

Diverse le iniziative avviate in questi ultimi mesi. In particolare vanno evidenziate le collaborazioni, finanziate dalla Lega contro i Tumori, con una dietista, in accordo con l'Unità operativa di diabetologia e nutrizionistica del dr. Giuseppe Fatati, per la conduzione di un processo di valutazione dello stato nutrizionale dei pazienti con malattie croniche; con uno psicologo, in accordo con il dr. David Lazzari responsabile dell'Unità operativa di psicologia, su di un programma di accoglienza - supporto al paziente oncologico ed ai suoi familiari e un progetto di oncologia geriatrica, sempre finanziato dalla Lega per la Lotta ai Tumori. E' conosciuto che circa 2/3 delle morti correlate a tumore incorre oggi in pazienti con età superiore a 65 anni e che l'aspettativa di vita degli anziani è molto aumentata. Oggi, infatti, tra i 70 e 75 anni di età, un maschio ha una attesa di vita di 11,8 anni, una femmina di 15 anni. La opportunità da un lato di offrire ai pazienti trattamenti sempre più attivi e dall'altra di valutare i fattori di rischio dovuti all'età ha indotto il reparto ad avviare un progetto di studio su questo aspetto. Prospettive - La direzione aziendale é impegnata nella realizzazione del progetto “ Tea time”, cioè la creazione di un ambiente nel quale possano incontrarsi ricoverati non costretti a letto ed i loro familiari, dove periodicamente siano previsti incontri “informali” anche con il personale del reparto e la psicologa. Tra i programmi più significativi vanno annoverati il Progetto cure palliative, con l'attivazione di letti per l'impostazione del programma di palliazione in pazienti con malattia avanzata ed in progressione dopo trattamenti adeguati; il progetto di intervento psicologico sul team medicoinfermieristico per la prevenzione della sindrome da burn out (lo stress cui viene sottoposto il personale); la proposta di acquisizione della tecnologia per elettroipertermia da affiancare alla tecnica di perfusione chemioterapica ipertermica già operativa, per il miglioramento delle opzioni terapeutiche da offrire ai pazienti.

Collaborazione con istituti nazionali ed internazionali

Il reparto è membro di diverse società scientifiche: l'Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), American Society of Clinical Oncology (ASCO), European Society for Medical Oncology (ESMO), International Clinical Hyperthermia Society (ICHS), Collegio Italiano degli Oncologi, Società Italiana Tumori (SIT), Società Italiana Cure Palliative.