Da oltre dieci anni la Neurochirugia caratterizza la presenza dell'alta
specializzazione nel'Azienda ospedaliera di Terni.
Il reparto è uno dei fiori all'occhiello della struttura ospedaliera
tanto che, da sempre, è un centro di riferimeto non solo regionale
ma anche extraregionale.
Anche in questo utlimo periodo, nonostante le difficoltà dovute
alla diminuzione delle risorse finanziarie e professionali a disposizione,
la neurochirurgia ternana è cresciuta incrementando progressivamente
il numero degli interventi, l'attrazione extraregionale, la complessità delle
patologie trattate eriducendo di pari passo la mobilità passiva
che, come viene riportato dai dati forniti dall'Asl di Terni, negli ultimi
due anni è stata praticamente dimezzata.
Attualmente il reparto è gestito dal dottor Sandro Carletti, che
si avvale della qualificata consulenza del professor Carmelo Anile, professore
associato dell'Università Cattolica di Roma, entrambi facenti capo
alla scuola del professor Giulio Maira, fondatoredella neurochirurgia
ternana.
Dott. Carletti, quali patologie vengono
trattate nel reparto di neurochirurgia?
“Presso il nostro reparto trattiamo tutti i
tipi di patologie del sistema nervoso
centrale e periferico sia in elezione che
in urgenza, come ad esempio la patologia
tumorale cerebrale e del midollo
spinale, la patologia vascolare (aneurismi cerebrali, malformazioni
vascolari
ecc), la patologia della ghiandola ipofisi
(adenomi ipofisari, cisti ecc.), la patologia
degenerativa della colonna vertebrale
(ernie discali cervicali e lombari,
stabilizzazioni della colonna ecc), idrocefalo
del bambino e dell'anziano, traumi
cranici e vertebromidollari e patologie
del sistema nervoso periferico.
Stiamo inoltre sviluppando delle tecniche
neurochirurgiche mini-invasive per
il trattamento di alcuni particolari patologie
della colonna vertebrale”.
Come è strutturata l'attività della neurochirurgia
ternana?
“Il reparto di neurochirurgia è strutturato
su dieci posti
letto di degenza
ordinaria e tre di terapia
intensiva.
L'attività operatoria
si svolge su
quattro sedute
operatorie a settimana
di elezione
più le eventuali urgenze
- emergenze
24 ore su 24.
Molto radicato è il
rapporto di collaborazione tra il neurochirurgo
e altre figure professionali presenti
nell'azienda per assicurare la migliore
risposta possibile alle esigenze
del paziente affetto da patologie neurologiche
che, in diversi casi, possono essere
anche molto gravi.
Alcuni esempi: nella gestione del paziente
con gravi traumi cranici o con
gravi emorragie cerebrali e stato di coma,
preziosa è la collaborazione con i
colleghi rianimatori, coordinati dal prof.
Ciammitti e dal Dott. Mammini.
Per quanto riguarda i pazienti con tumori cerebrali il neurochirurgo
lavora, nella
fase di diagnosi, in stretto contatto
con l'equipe della neurologia diretto
dal Dott. De Santis, mentre nella fase di
trattamento adiuvante post operatorio
si sviluppa sovente una sinergia con i
radioterapisti del Dott. Maranzano, con il
radiochirurgo Dott. Giorgi e con gli oncologi.
Nei casi di gravi traumi cranio facciali
è ormai consolidata la stretta collaborazione
tra la neurochirurgia e la chirurgia
maxillo facciale del prof. Giuliani,
collaborazione particolarmente preziosa
nelle fasi ricostruttive.
Nella patologia della colonna vertebrale
dorsale e lombare in alcuni particolari
casi, il chirurgo toracico prof. Puma
viene in aiuto al neurochirurgo conducendo
quest'ultimo, mediante approcci
specifici, al suo target operatorio.
Di particolare importanza, nella fase
diagnostica e di controllo post chirurgico,è poi la figura del neuroradiologo
che con la provata esperienza nel campo
della neurochirurgia, è sempre coinvolto
nella definizione più specifica della
patologia.
Ma tutto ciò sarebbe impossibile senza
il fondamentale ed indispensabile supporto
dell'équipe anestesiologica coordinata
dalla dott.ssa Bolli, che, nonostante
le ristrettezze di personale, permette
alla Neurochirurgia di effettuare
una programmazione operatoria tale
da ridurre al minimo le liste di attesa.
Vorrei infine evidenziare la recente collaborazione
con la dott.ssa Caputo, neuroradiologa
interventista, riguardo al
trattamento delle patologie vascolari
cerebrali e midollari.
Tale collaborazione permette di ridurre,
nei casi selezionati, la percentuale di interventi
chirurgici a favore di metodiche
meno invasive”.
Quali i principali dati di attività?
“Nel 2005 sono stati operati oltre 400
pazienti di cui circa la metà provenienti
da altre regioni.
Circa 240 di tali pazienti erano affetti da patologie complesse che hanno
richiesto
interventi di alta specialità con un incremento
di circa il 10% rispetto al
2004.
Questi dati, senz'altro confortanti,
assumono maggiore rilievo se si considera
che vengono ottenuti in una situazione
di carenza del personale medico
e infermieristico, in seguito ai tagli
operati dalle leggi finanziarie.
Mi preme sottolineare che a tutte queste
figure professionali va la mia gratitudine
perché dobbiamo essere consapevoli
che senza la loro abnegazione
queste risposte ai cittadini malati
non sarebbero state possibili”.
Prospettive e progetti per il futuro?
“La nostra ambizione è di contribuire a
costruire un unico dipartimento interaziendale
di neurochirurgia che metta a
rete ed integri strettamente le due strutture
neurochirurgiche regionali di Terni
e Perugia affinché possano svolgere
un ruolo di polo regionale di attrazione
non solo sul versante assistenziale ma,
grazie alla presenza dell'Università, anche
un polo di ricerca avanzata e didattica
che possa ulteriormente sviluppare
questo settore dell'alta specialità umbra.
Tutto ciò in ottemperanza alle linee
guida regionali che mirano alla ottimizzazione
delle risorse e all'aumento della
qualità del servizio prestato.
Vista la complessità e l'ampiezza delle
patologie trattate, la moderna neurochirurgia
non può fare a meno
dell'utilizzo di strumentazioni innovative
che permettano un più rapido, accurato
ed efficace trattamento di alcune
delle patologie.
Un obiettivo strategico definito con la direzione
aziendale è l'acquisto del neuronavigatore
e del neuroendoscopio i
quali, oltre a rappresentare un valido
supporto alla Neurochirurgia tradizionale
permetteranno inoltre un approccio
mininvasivo nel trattamento dei tumori
cerebrali maligni e benigni e
dell'idro-cefalo del bambino e
dell'anziano”.